Questo sito da informazioni sulle risorse, gli avvenimenti e le notizie sul Centro Storico, cuore della città. Le informazioni sono elaborate dal Centro Culturale Prè Molo Maddalena.  Il Centro PMM opera in collaborazione con persone e organizzazioni che cercano di raggiungere obiettivi per i quali non sempre si riesce a trovare risposte dagli interlocutori istituzionali. I temi sono quelli di interesse generale: il traffico, il recupero edilizio, la metropolitana, i parcheggi, il riuso dei locali comunali, la sistemazione delle scuole, gli spazi sociali, i piani di ristrutturazione, la bonifica delle zone morte, il sostegno alle attività culturali e produttive. Lasciamo la parola ai vari soggetti, che avranno sempre su queste pagine lo spazio e la libertà necessaria all'espressione delle proprie idee, anche se non sempre coincideranno con le nostre.  Buon lavoro !  

 

 

Ottobre 2013 - Cosa hanno in comune le tre fotografie qui sopra? Apparentemente nulla, ma non è così. Infatti sono tre luoghi simbolo di una malattia che devasta la nostra città, una malattia che si chiama PRIVATIZZAZIONE o, se volete, APPROPRIAZIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI. Nella prima foto (A.S.) vedete Piazzetta dell'Amico, in Canneto il lungo. Nel corso della ristrutturazione di alcuni locali ad uso commerciale la piazzetta è stata chiusa dall'ennesima cancellata. E' tutto legale? Se è legale, è comunque una buona politica?
La seconda fotografia (A.S.) mostra il gioiello degli spazi culturali della nostra città, Palazzo Ducale, una delle poche fabbriche che ancora funzionano. L'accesso più scenografico al Ducale è da piazza Matteotti, infatti la maggior parte dei genovesi e dei turisti passano dallo scalone. Piazza Matteotti è stata liberata dal parcheggio che la intasava solo pochi anni fa, ma la favola è durata poco. Già da qualche anno infatti la piazza è ridiventata un parcheggio, ma non più a servizio di tutti come prima, ma solo di alcuni, in particolare è diventata il parcheggio dei mezzi (di servizio ma anche privati) di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia Penitenziaria, Esercito Italiano ecc ecc ecc ., senza contare i disabili (ma perché solo in certe ore?), gli automezzi merci, e scusate se dimentichiamo qualcuno. 
Nessuno può fotografare il palazzo o la Chiesa del Gesù senza trovare nell'inquadratura qualche auto o qualche blindato. Bella pubblicità, i turisti penseranno che Genova è una città blindata perché pericolosa. Naturalmente la notte tutti i mezzi e il relativo personale scompaiono, perché sappiamo tutti che la notte è tranquilla.La terza fotografia (ANSA) ci mostra il ritorno della Nave Italia alla banchina del porto antico dopo i lavori di ristrutturazione. Prima dei lavori la nave era attraccata il linea con l'Acquario, segnando il punto finale della visita; dopo l'inserimento della nuova vasca anche la nave è tornata al suo posto, ma sino alla ristrutturazione la coperta della nave era ad accesso libero, amatissima da grandi e piccoli, genovesi e turisti che si prendevano "due raggi" come diceva Govi, gratis. Oggi non è più così, l'accesso alla coperta della Nave Italia è consentito solo a chi proviene dall'acquario (che d'altronde costa solo 23 euro a testa...) e tutti gli altri ciccia! Se leggete il comunicato ANSA qui sotto, troverete nel finale una frase estremamente significativa.
Diciamo basta all'appropriazione indebita degli spazi pubblici, diciamo basta alla chiusura fisica di strade e piazze, diciamo basta ad un modello di città in cui tutto si paga !

 

  (ANSA) - GENOVA, 12 LUG - Proveniente dai cantieri Mariotti, é tornata questa mattina accanto al nuovo padiglione Cetacei dell'Acquario di Genova la grande Nave Blu che ospita al suo interno il Padiglione della biodiversità. Dallo scorso ottobre é stata sottoposta a lavori di manutenzione straordinaria e di riallestimento del percorso espositivo, per un investimento totale di circa un milione di euro. In dettaglio è stato effettuato il trattamento completo della carena, riportando alla sua lucentezza originaria lo scafo blu e la scritta Nave Italia, che ricorda la prima destinazione della struttura durante l'Expo '92. Inoltre e' stata rifatta la tolda esterna, che conta una superficie di 1.800 metri quadrati totali: oltre alla riverniciatura dei corridoi laterali, la parte un tempo in legno è stata sostituita con uno speciale composito realizzato con fibre naturali e materiali derivanti prevalentemente da fonti di riciclo. Per quanto riguarda il percorso espositivo, è stata smantellata la vecchia scala mobile ed al suo posto è stata realizzata una nuova rampa. Interventi sono stati compiuti anche sulle vasche. Infine sono stati migliorati i servizi relativi alla mobilità e alla gestione dei flussi di pubblico. (ANSA).
COOPERATIVA PARK DELLA MARINA
COSA STA SUCCEDENDO?
 
Lanciamo una nuova campagna di civiltà, diciamo NO alla chiusura dei vicoli con gli orrendi cancelli, NO alla privatizzazione delle strade pubbliche, NO al disfacimento del tessuto viario del centro antico, dopo secoli di storia!
Questo è solo l'inizio, segnalateci intanto (se possibile con foto) la chiusure dei carruggi, vedremo insieme come andare avanti. Scarica il volantino
IL GIOCO DELL'OCA, TORNA ALLA CASELLA INIZIALE! Mentre da una parte si chiudono i carruggi e si blindano gli accessi ai residenti, dall'altra si lascia passivamente invadere dalle auto Piazza Matteotti, il cuore della scena culturale genovese, chiusa alle macchine da qualche anno, dopo una battaglia furiosa durata decenni. Perchè? Chi parcheggia sulla piazza? Chi sono gli intoccabili che invadono spazi pedonali mentre gli abitanti vengono controllati 24 ore su 24? ci piacerebbe avere qualche risposta.
Febbraio 2009 
Va avanti il piano del traffico per il Centro Storico, controllo accessi, consegna delle merci, telecamere, contrassegni....Siamo stati tra i primi, decine di anni fa, a combattere per arrivare alla pedonalizzazione. Oggi siamo in attesa di comprendere fino in fondo le conseguenze del piano. Possiamo intanto rimarcare che i parcheggi spariti o in via di sparizione non sono stati sostituiti adeguatamente con posteggi a corona; è stato solo completata, tra mille polemiche e problemi piuttosto seri, la metà del parcheggio della Marina. Non è corretto che chi vuole parcheggiare, anche fuori dal CS, possa farlo solo se dispone del capitale necessario all'acquisto di un posto auto. Chi non ha soldi dovrà andare chissà dove! Comunque il dibattito, come si diceva un tempo, è aperto; finchè si può discutere forse si possono migliorare le cose....
Marzo 2008 
I lavori di completamento di Piazza delle Erbe languono (ohibò). Della scuola non si sa più nulla, i locali e gli spazi sportivi a copertura del parcheggio non sono stati assegnati, gli impianti sportivi vengono (giustamente) utilizzati dai ragazzini come e quando vogliono, ma quanto dureranno le attrezzature?
Ci sentiamo un pò così, acrobati stanchi tra un salto triplo tra i rifiuti, un passaggio sul filo sottile delle multe, la scalata a una piramide di promesse vaghe...ma non molliamo!
Febbraio  2008 
Non solo mugugni. Proseguono i lavori di ripavimentazione e sistemazione impianti di Stradone Sant'Agostino, iniziati nell'autunno del 2007. Il lavoro sembra eseguito con una certa cura, speriamo nel futuro. Non si può dire che la stessa cura sia messa in atto da parte del Teatro della Tosse, proprietario del parcheggio all'inizio di Stradone....vedere la foto !  Sarebbe interessante inoltre sapere quali sono le previsioni future per il transito dei residenti, artigiani ecc.
Tutta la nostra simpatia a quelli che caparbiamente 
fanno rivivere via Prè e Santa Brigida!!!!


Fotografia di A.Noack n°2288 Truogoli di Santa Brigida, 1860 circa

Marzo 2007 - Il Centro Storico, da patrimonio della cultura europea a Luna Park. Lo stato dell'arte! E' difficile aggiungere qualcosa...  
Febbraio 2006, le ruspe sono nuovamente al lavoro, inizia la costruzione dell'ultimo spazio vacante di salita del Prione. 
Anche nell'area della futura scuola fervono i preparativi.

Quale futuro per il centro storico di Genova? Esiste una strategia, un indirizzo programmatico, un'idea forte di quello che dovra' essere il nostro quartiere? 
Noi abbiamo qualche idea, leggete il documento in .pdf

Sta procedendo l'iter per la costruzione della scuola di piazza delle Erbe. Mettiamo a disposizione alcune illustrazioni (tratte dal sito www.europaconcorsi.com) per dare modo a tutti di avere un'idea e di poter discutere con cognizione di causa. 
Sul destino di Piazza delle Erbe leggete cosa ha scritto il grande Maurizio Maggiani.
Non tutti conoscono i termini del problema, molti non si pronunciano. Noi abbiamo manifestato sin dall'inizio la nostra contrarietà e non siamo soli. 
C'è ancora tempo per ragionare? Non sappiamo. 
  La nuova scuola (La Repubblica del 20 luglio 2005) La nuova scuola nel contesto delle Erbe
pianta vista da piazza Erbe Prospetto dal Prione Prospetto da Sud Prospetto da vico Mezzagalera

Gennaio 2004 - PIAZZA DELLE ERBE E DINTORNI, DA QUI ALL’ETERNITA’ di Adriano Silingardi

E’ stata completato l’edificio di via San Donato (vedi foto 1) destinato a residenza protetta per anziani.

Come ricorderete la sua costruzione, in un piccolissimo lotto di una via stretta e in un contesto super intasato aveva suscitato reazioni e iniziative nel quartiere (costate ai promotori anche denuncie penali…). Ad ogni buon conto la struttura è finita ed ora siamo ansiosi di conoscere le modalità per l’assegnazione degli alloggi (pochi) e degli spazi non abitativi.

Per quanto riguarda gli alloggi dovrebbero essere destinati ad anziani autosufficienti, probabilmente a basso reddito, mentre per i locali a piano strada gli abitanti avevano richiesto almeno una destinazione sociale (ad esempio un ambulatorio), ma a quanto pare saranno destinati ad attività commerciali. Attendiamo quindi con grande interesse di conoscere il futuro della struttura.

 

Foto 1 la Residenza Protetta in via San Donato

 

Per quanto riguarda il resto del comparto di piazza delle Erbe continua inesorabile la costruzione di scale, rampe, piastre, colonne, porticati, muraglioni (foto 2). Al momento più che una zona pregiata del centro antico appare come uno svincolo stradale della California. Non conosciamo i tempi di completamento (almeno finiamola!), il manto di cemento che avviluppa stradone Sant’Agostino è ancora li dopo un decennio, anche se grossi camion non ne passano più. Ci piacerebbe almeno conoscere i tempi di completamento!

 

Foto 2 Opere a completamento del comparto Erbe

In compenso è annunciata il prossimo avvio del cantiere della scuola, sempre in piazza delle Erbe, a chiusura dell’ultimo spazio libero rimasto (foto 3). A quanto pare l’horror vacui dei nostri urbanisti comanda tutte le scelte ancora oggi, nonostante la sensibilità e le esigenze del quartiere siano oggi diverse rispetto a 15 o 20 anni fa, quando queste linee guida furono tracciate. Qui non so proprio cosa dire, a quanto pare chi non è d’accordo è stato colto da uno scoramento totale e non ha più parole.

 

Foto 3 la Scuola di piazza delle Erbe

INGRESSO NUOVA STAZIONE DELLA METROPOLITANA DELLA DARSENA. 
Complimenti al progettista, al direttore dei lavori, all'incaricato della sicurezza, all'ufficio dell'estetica cittadina, alla ditta CEMUSA (per il cartellone), all'AMIU (per il cestino). Scusate se ho dimenticato di ringraziare qualcuno.

L'ingresso alla stazione visto da fuori Lo stesso visto dall'interno

settembre 2003
TORNANDO A CASA.

Al ritorno dalle vacanze avrei voluto parlare di cose importanti, tipo la vendita delle dighe, i programmi del 2004, le sorti di Cornigliano o il ripescaggio del Genoa; purtroppo non ne sono all’altezza, molti ne hanno parlato e dibattuto con passione e competenza (!?!). Ho pensato allora di scendere ad un livello più basso, tanto basso che non interessa a nessuno; forse potrò essere originale nelle mie esternazioni, forse sono uno dei pochi ad interessarmi ad un argomento un po’ maleodorante ma le cui influenze sono tra noi, ogni giorno.No, non sto parlando della Telekom Serbia, sto parlando della rumenta, quella vera.L’assuefazione alla sporcizia, alla puzza e ai topi porta gli abitanti del centro storico a tralasciare ormai i commenti e le incazzature che allietavano in passato le loro giornate, la situazione pare ormai consolidata, non si verificano più miglioramenti o novità, forse abbiamo raggiunto il livello più alto possibile di igiene urbana? La situazione è sotto gli occhi di tutti, i carruggi non vengono lavati da anni, i contenitori anche, legioni di topi scorazzano indisturbati ovunque, le strade e le piazze vengono scopate in forma light a cicli alterni. Non parliamo delle deiezioni canine (dove è finita la campagna di educazione forzosa?) o di quelle umane…provate a contare le pozze di urina contro i muri di San Bernardo (ma anche di San Lorenzo). Il risultato è apocalittico, specialmente in estate; alcune vie sono impercorribili, gli abitanti dei piani bassi devono tenere le finestre serrate, i turisti si aggirano smarriti tra i miasmi, all’inutile ricerca di una trattoria aperta (gli unici esercenti a non andare in ferie sono i venditori di sostanze proibite). I ristoranti continuano a buttare i rifiuti organici nei cassonetti a tutte le ore e senza le precauzioni a cui sarebbero tenuti, gli ispettori dell’AMIU non li perseguono, come non perseguono gli svuotacantine che si liberano dei mobili vecchi nei carruggi ecc. ecc. I mille cantieri infiniti si sono trasformati in ulteriori depositi di rumenta, aggiungendo il danno alla beffa (quando finirà il comparto di piazza delle Erbe, ad esempio?).

Mi sembra di sentire già i commenti di alcuni lettori di queste righe, - I soliti piagnistei, il solito pessimismo, c’è chi lavora per sistemare le cose, non piangiamoci addosso -.

Non sono tanto d’accordo, come per altro immagino sia gran parte di chi vive o frequenta il centro della città; certi obiettivi vanno perseguiti e raggiunti entro un termine temporale breve e definito, la pulizia e l’igiene non richiedono decenni, ma mesi; per il 2004 i tempi sono ormai scaduti, l’anno prossimo quello che potrà offrire la città è quello che oggi vediamo, non ci saranno miracoli, nessuna bacchetta magica, nessuna facile scappatoia. 

Adriano Silingardi

Piazza delle Erbe è una piazza?

Piazza delle Erbe è una piazza? La domanda del titolo può sembrare retorica ma chi conosce la situazione della zona negli ultimi anni capisce che non è così. Infatti Piazza delle Erbe sarebbe una delle più belle piazze del centro antico se… Proviamo ad elencare brevemente le cose che non vanno e che sono sotto gli occhi di tutti. Tutti gli spazi liberi (e sono sempre meno, come vedremo) sono ormai diventati un parcheggio di moto e auto, senza remore e senza regole. I locali che hanno un dehor sulla piazza usano delimitarne il perimetro con vasi malamente assortiti, spesso rotti, con un'accozzaglia di piante agonizzanti o defunte; in alcuni casi si è permessa la costruzione di precari giganteschi e inamovibili o il sequestro di decine di metri di suolo pubblico per creare corridoi preferenziali per l'accesso ai locali. Se questo vi pare ancora poco bisogna considerare che l'assieme caotico delle strutture intasa la piazza tutto l'anno, anche se l'utilizzo vero avviene solo nei mesi estivi; il resto del tempo la maggior parte dei dehor diviene un deposito di tavolini e sedie, carrelli di supermercato, motorini e altri oggetti dall'incerta catalogazione. La fontana al centro della piazza, recentemente restaurata, è ormai strangolata e celata alla vista di chiunque, con la vasca piena di fango, bottiglie rotte e rumenta assortita. La percezione di chi transita nella piazza è quella di percorre una sorta di mini Parigi Dakar, in cui gli ostacoli possono realmente impedirti di arrivare dall'altra parte; ormai tutti si accontentano di passare a lato, contendendo lo spazio alle auto in transito e ai motorini che ormai galoppano indisturbati in tutto il centro antico come coyote nella prateria. Si potrebbe pensare che i nuovi interventi servano a migliorare la piazza, ma basta vedere la nuova, originale pizzeria nata nella zona dell'autosilo per capire che non è così e che forse il nuovo che avanza non porterà nulla di buono. Per dare un'ultima pennellata a questo "acquarello di una piazza genovese" posso ricordare che la pulizia della piazza naturalmente è ostacolata, come in tutto il centro, dell'intasamento dei veicoli, dalla maleducazione pervicace di molti frequentatori serali e in generale delle manchevolezze che ormai conosciamo. Vorrei concludere con una sconvolgente rivelazione che mi riguarda direttamente: tutti mi hanno sempre considerato un inguaribile ottimista.

7 marzo 2003

L'ufficio stampa del Comune mi ha contattato per spiegarmi che le pietre di Giustiniani sono state tolte perchè la loro tipologia si confaceva meglio ad altre vie, quali via del Molo o via San Giorgio. La risposta non può soddisfare nessuno, la città antica è il prodotto irripetibile di secoli che hanno stratificato la storia, anche nelle pietre più umili. La città non è un Lego in cui tutti i mattoncini possono essere incastrati a capriccio del bambino che gioca !

4 Febbraio 2003

Questo è un grido di dolore e di rabbia!
In via Giustiniani stanno completando uno dei più atroci delitti lapidei degli ultimi anni, infatti stanno sostituendo le lastre di granito di grandi dimensioni che pavimentavano l'ultimo tratto verso piazza S.Giorgio con le solite lastre. Se ben ricordate le lastre originali erano differenti da tutte le altre della città, erano di granito rosso e raggiungevano dimensioni notevoli, anche più di 1 metro di lunghezza. Sicuramente le tracce della pavimentazione originale sono registrate in quel certosino lavoro di rilievo svolto dagli studenti di architettura negli anni passati. Se possiamo fare qualcosa in merito sarebbe importante, questi lavori sono condotti senza alcuna coscienza e conoscenza! Si distrugge una importante testimonianza storica della nostra città, come purtroppo sta avvenendo ed è avvenuto in altri casi. Allarmatevi e sappiatemi dire se si può fare qualcosa, sono disposto anche a sdraiarmi sulle ultime lastre.  A.S.


20 Gennaio 2003

Finalmente si stanno avverando tutte le peggiori profezie tipo grande fratello, l'occhio che ci scruta e ci segue ovunque. Il centro antico come zona sperimentale, dozzine di telecamere sono già in funzione, ma con che scopi e con quali garanzie per i cittadini? Lo scopo dichiarato è combattere il crimine, ma - oltre al fatto, sempre ignorato, che il crimine è in diminuzione continua - davvero pensiamo che lo spacciatore o lo scippatore si mettano ad operare in vista delle telecamere? Perché dobbiamo vivere sapendo che siamo spiati in continuazione dalle telecamere, tracciati dal telepass e dal bancomat, localizzati dalle cellule telefoniche, incisi per sempre nelle memorie inalterabili dei computer delle banche, delle scuole, della polizia, del comune o della ASL? Questi argomenti non si esauriscono certo in poche righe, ma parliamone. Vogliamo almeno cercare di rendere trasparenti le reti di controllo, disegnando una mappa delle telecamere installate? Qualcuno sta già facendolo, andate a vedere su http://www.spialaspia.org/  e scrivete se avete proposte o informazioni.  A.S.

Dicembre 2002

Prosegue la tragicommedia di Piazza delle Erbe, non bastavano i decenni di disagi e di inutile attesa, non bastava al costruzione di discutibili strutture complementari, non bastava la costruzione di un palazzo in via S.Donato che rende più buia la strada e le case, ora abbiamo anche la pizzeria di Vico Biscotti, un attività di cui nessuno sentiva la mancanza, realizzata con arredi di pessimo gusto in una costruzione di orribile qualità architettonica, una vera offesa alla dignità del centro antico.   A.S.

Nella foto piazza delle Erbe dopo la ristrutturazione degli anglo-americani ma prima della costruzione del parcheggio (circa 1978, foto di A.Silingardi - altre fotografie in www.silingardi.it/adriano )


Giugno 2002

Il Cinema Chiabrera va all'asta, presentiamo una nostra proposta:

IL CINEMA CHIABRERA, UN TASSELLO IMPORTANTE PER IL RISANAMENTO DEL CENTRO ANTICO

E’ apparso in questi giorni sui giornali l’avviso della vendita giudiziaria del cinema Chiabrera, sito nell’omonima via del centro antico. L’annuncio segna forse la fine di una sala cinematografica - uno degli ultimi esemplari di cinema di quartiere - dopo molti anni di decadenza, ridotto ormai a vivacchiare con una programmazione a luci rosse. Già da molti anni (dai tempi in cui ero consigliere della circoscrizione Prè Molo Maddalena) sono in corso contatti tesi a favorire la trasformazione del Chiabrera, si sono interessati vari soggetti istituzionali e culturali, cineclub ecc, ma ogni tentativo è fallito. Il dubbio che può nascere nelle menti sospettose è quello che i fallimenti siano stati propedeutici al cambio di destinazione, meglio quindi un supermercato che un cinema d’essai !
Adesso si volta pagina, il Chiabrera va all’asta. Io penso che la vendita annunciata possa costituire una svolta decisiva per questo spazio; si profilano almeno due possibilità, ovvero qualcuno lo acquista e ne fa l’ennesimo supermercato o qualcun’altro lo acquista e ne fa un centro di cultura e spettacolo capace di diventare un nuovo potente nucleo di risanamento di una zona, quella di San Bernardo, che sconta ancora ritardi e carenze strutturali.
Chi è quel qualcuno che può intervenire acquistando e riqualificando il Chiabrera per poi affidarlo in gestione a validi soggetti dell’associazionismo culturale e sociale?
Chi può investire qualche centinaia di migliaia di euro per dare un impulso determinante al pieno recupero di San Bernardo e dintorni?
La domanda è retorica, il soggetto è uno, il Comune di Genova. Questa operazione può essere determinante per ridisegnare la mappa dei luoghi della cultura (e dello spettacolo) recuperando dimensioni sociali e “di base” (scusatemi il termine obsoleto…) oramai perdute tra spazi pubblici privatizzati, privatizzabili o in via di privatizzazione.
La proposta è molto generica ma chiara nei suoi concetti fondamentali, la trasformazione è fattibile, le forze in grado di gestire (anche in modo economicamente compatibile) una struttura del genere esistono certamente nella nostra città.
Questa non è una provocazione, è un invito a tutti a discuterne in fretta. Il centro antico non ha bisogno di altri supermercati o megastore, ha bisogno di qualificare i suoi spazi per offrire occasioni di cultura vive e coinvolgenti.
Il 2004 è vicino, forse qualche soldo sarà disponibile, utilizziamolo per opere che rimangano alla città e la rendano ancora migliore.
   A.S.

Abbiamo sofferto, durante il G8, come cittadini genovesi e come abitanti del centro antico; ci hanno ingabbiato, insultato e picchiato, ci hanno impedito di vivere la nostra vita in quei giorni e hanno lasciato un segno profondo nelle nostre coscienze per il futuro. Noi non dimentichiamo.
Se volete vedere qualche fotografia e qualche appunto di quei giorni, cliccate qui.


A proposito di parcheggi, mancano sempre gli spazi o manca la volontà di farli ? Dopo la tragicommedia di Piazza delle Erbe qualcuno ha preso in considerazione il mare ? Qualche anno fa proponemmo l'utilizzo di un traghetto modificato alla bisogna, oggi possiamo proporvi una soluzione studiata dagli svedesi e in funzione a Gotheborg. Guardate le foto da me scattate e prontamente meditate.....

   
                vista da poppa                                                            vista da prua (ingresso)