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Questo sito da informazioni sulle risorse, gli avvenimenti e le notizie sul Centro Storico, cuore della città. Le informazioni sono elaborate dal Centro Culturale Prè Molo Maddalena. Il Centro PMM opera in collaborazione con persone e organizzazioni che cercano di raggiungere obiettivi per i quali non sempre si riesce a trovare risposte dagli interlocutori istituzionali. I temi sono quelli di interesse generale: il traffico, il recupero edilizio, la metropolitana, i parcheggi, il riuso dei locali comunali, la sistemazione delle scuole, gli spazi sociali, i piani di ristrutturazione, la bonifica delle zone morte, il sostegno alle attività culturali e produttive. Lasciamo la parola ai vari soggetti, che avranno sempre su queste pagine lo spazio e la libertà necessaria all'espressione delle proprie idee, anche se non sempre coincideranno con le nostre. Buon lavoro ! |
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IL GIOCO DELL'OCA, TORNA ALLA CASELLA INIZIALE! Mentre da una parte si chiudono i carruggi e si blindano gli accessi ai residenti, dall'altra si lascia passivamente invadere dalle auto Piazza Matteotti, il cuore della scena culturale genovese, chiusa alle macchine da qualche anno, dopo una battaglia furiosa durata decenni. Perchè? Chi parcheggia sulla piazza? Chi sono gli intoccabili che invadono spazi pedonali mentre gli abitanti vengono controllati 24 ore su 24? ci piacerebbe avere qualche risposta. |
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Febbraio 2009 Va avanti il piano del traffico per il Centro Storico, controllo accessi, consegna delle merci, telecamere, contrassegni....Siamo stati tra i primi, decine di anni fa, a combattere per arrivare alla pedonalizzazione. Oggi siamo in attesa di comprendere fino in fondo le conseguenze del piano. Possiamo intanto rimarcare che i parcheggi spariti o in via di sparizione non sono stati sostituiti adeguatamente con posteggi a corona; è stato solo completata, tra mille polemiche e problemi piuttosto seri, la metà del parcheggio della Marina. Non è corretto che chi vuole parcheggiare, anche fuori dal CS, possa farlo solo se dispone del capitale necessario all'acquisto di un posto auto. Chi non ha soldi dovrà andare chissà dove! Comunque il dibattito, come si diceva un tempo, è aperto; finchè si può discutere forse si possono migliorare le cose.... |
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Marzo 2008 I lavori di completamento di Piazza delle Erbe languono (ohibò). Della scuola non si sa più nulla, i locali e gli spazi sportivi a copertura del parcheggio non sono stati assegnati, gli impianti sportivi vengono (giustamente) utilizzati dai ragazzini come e quando vogliono, ma quanto dureranno le attrezzature? |
Ci
sentiamo un pò così, acrobati stanchi tra un salto triplo tra i
rifiuti, un passaggio sul filo sottile delle multe, la scalata a una
piramide di promesse vaghe...ma non molliamo! |
Febbraio
2008 Non solo mugugni. Proseguono i lavori di ripavimentazione e sistemazione impianti di Stradone Sant'Agostino, iniziati nell'autunno del 2007. Il lavoro sembra eseguito con una certa cura, speriamo nel futuro. Non si può dire che la stessa cura sia messa in atto da parte del Teatro della Tosse, proprietario del parcheggio all'inizio di Stradone....vedere la foto ! Sarebbe interessante inoltre sapere quali sono le previsioni future per il transito dei residenti, artigiani ecc. |
Tutta la nostra simpatia
a quelli che caparbiamente fanno rivivere via Prè e Santa Brigida!!!!
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Marzo
2007 - Il Centro Storico, da patrimonio
della cultura europea a Luna Park. Lo
stato dell'arte! E' difficile aggiungere qualcosa...
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Febbraio
2006, le ruspe sono nuovamente al lavoro, inizia la costruzione
dell'ultimo spazio vacante di salita del Prione. Anche nell'area della futura scuola fervono i preparativi. |
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| Sta procedendo l'iter per la
costruzione della scuola di piazza delle Erbe. Mettiamo a disposizione
alcune illustrazioni (tratte dal sito www.europaconcorsi.com)
per dare modo a tutti di avere un'idea e di poter discutere con cognizione
di causa. Sul destino di Piazza delle Erbe leggete cosa ha scritto il grande Maurizio Maggiani. Non tutti conoscono i termini del problema, molti non si pronunciano. Noi abbiamo manifestato sin dall'inizio la nostra contrarietà e non siamo soli. C'è ancora tempo per ragionare? Non sappiamo. |
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| La nuova scuola (La Repubblica del 20 luglio 2005) | La nuova scuola nel contesto delle Erbe |
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| pianta | vista da piazza Erbe | Prospetto dal Prione | Prospetto da Sud | Prospetto da vico Mezzagalera |
Gennaio 2004 - PIAZZA DELLE ERBE E DINTORNI, DA QUI ALL’ETERNITA’ di Adriano Silingardi
E’
stata completato l’edificio di via San Donato (vedi foto 1) destinato a
residenza protetta per anziani.
Come ricorderete la sua costruzione, in un piccolissimo lotto di una via stretta e in un contesto super intasato aveva suscitato reazioni e iniziative nel quartiere (costate ai promotori anche denuncie penali…). Ad ogni buon conto la struttura è finita ed ora siamo ansiosi di conoscere le modalità per l’assegnazione degli alloggi (pochi) e degli spazi non abitativi.
Per quanto riguarda gli alloggi dovrebbero essere destinati ad anziani autosufficienti, probabilmente a basso reddito, mentre per i locali a piano strada gli abitanti avevano richiesto almeno una destinazione sociale (ad esempio un ambulatorio), ma a quanto pare saranno destinati ad attività commerciali. Attendiamo quindi con grande interesse di conoscere il futuro della struttura.
Foto 1 la Residenza Protetta in via San Donato
Per
quanto riguarda il resto del comparto di piazza delle Erbe continua inesorabile
la costruzione di scale, rampe, piastre, colonne, porticati, muraglioni (foto
2). Al momento più che una zona pregiata del centro antico appare come uno
svincolo stradale della California. Non conosciamo i tempi di completamento (almeno
finiamola!), il manto di cemento che avviluppa stradone Sant’Agostino è
ancora li dopo un decennio, anche se grossi camion non ne passano più. Ci
piacerebbe almeno conoscere i tempi di completamento!
Foto 2 Opere a completamento del comparto Erbe
In
compenso è annunciata il prossimo avvio del cantiere della scuola, sempre in
piazza delle Erbe, a chiusura dell’ultimo spazio libero rimasto (foto 3). A
quanto pare l’horror vacui dei nostri urbanisti comanda tutte le scelte
ancora oggi, nonostante la sensibilità e le esigenze del quartiere siano oggi
diverse rispetto a 15 o 20 anni fa, quando queste linee guida furono tracciate.
Qui non so proprio cosa dire, a quanto pare chi non è d’accordo è stato
colto da uno scoramento totale e non ha più parole.
Foto 3 la Scuola di piazza delle Erbe
INGRESSO NUOVA STAZIONE DELLA
METROPOLITANA DELLA DARSENA. |
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| L'ingresso alla stazione visto da fuori | Lo stesso visto dall'interno |
settembre 2003
TORNANDO A CASA.
Al ritorno dalle vacanze avrei voluto parlare di cose importanti, tipo la vendita delle dighe, i programmi del 2004, le sorti di Cornigliano o il ripescaggio del Genoa; purtroppo non ne sono all’altezza, molti ne hanno parlato e dibattuto con passione e competenza (!?!). Ho pensato allora di scendere ad un livello più basso, tanto basso che non interessa a nessuno; forse potrò essere originale nelle mie esternazioni, forse sono uno dei pochi ad interessarmi ad un argomento un po’ maleodorante ma le cui influenze sono tra noi, ogni giorno.No, non sto parlando della Telekom Serbia, sto parlando della rumenta, quella vera.L’assuefazione alla sporcizia, alla puzza e ai topi porta gli abitanti del centro storico a tralasciare ormai i commenti e le incazzature che allietavano in passato le loro giornate, la situazione pare ormai consolidata, non si verificano più miglioramenti o novità, forse abbiamo raggiunto il livello più alto possibile di igiene urbana? La situazione è sotto gli occhi di tutti, i carruggi non vengono lavati da anni, i contenitori anche, legioni di topi scorazzano indisturbati ovunque, le strade e le piazze vengono scopate in forma light a cicli alterni. Non parliamo delle deiezioni canine (dove è finita la campagna di educazione forzosa?) o di quelle umane…provate a contare le pozze di urina contro i muri di San Bernardo (ma anche di San Lorenzo). Il risultato è apocalittico, specialmente in estate; alcune vie sono impercorribili, gli abitanti dei piani bassi devono tenere le finestre serrate, i turisti si aggirano smarriti tra i miasmi, all’inutile ricerca di una trattoria aperta (gli unici esercenti a non andare in ferie sono i venditori di sostanze proibite). I ristoranti continuano a buttare i rifiuti organici nei cassonetti a tutte le ore e senza le precauzioni a cui sarebbero tenuti, gli ispettori dell’AMIU non li perseguono, come non perseguono gli svuotacantine che si liberano dei mobili vecchi nei carruggi ecc. ecc. I mille cantieri infiniti si sono trasformati in ulteriori depositi di rumenta, aggiungendo il danno alla beffa (quando finirà il comparto di piazza delle Erbe, ad esempio?).
Mi sembra di sentire già i commenti di alcuni lettori di queste righe, - I soliti piagnistei, il solito pessimismo, c’è chi lavora per sistemare le cose, non piangiamoci addosso -.
Non sono tanto d’accordo, come per altro immagino sia
gran parte di chi vive o frequenta il centro della città; certi obiettivi vanno
perseguiti e raggiunti entro un termine temporale breve e definito, la pulizia e
l’igiene non richiedono decenni, ma mesi; per il 2004 i tempi sono ormai
scaduti, l’anno prossimo quello che potrà offrire la città è quello che
oggi vediamo, non ci saranno miracoli, nessuna bacchetta magica, nessuna facile
scappatoia.
Adriano Silingardi
Piazza delle Erbe è una piazza?
Piazza delle Erbe è una piazza? La domanda del titolo può sembrare retorica ma chi conosce la situazione della zona negli ultimi anni capisce che non è così. Infatti Piazza delle Erbe sarebbe una delle più belle piazze del centro antico se… Proviamo ad elencare brevemente le cose che non vanno e che sono sotto gli occhi di tutti. Tutti gli spazi liberi (e sono sempre meno, come vedremo) sono ormai diventati un parcheggio di moto e auto, senza remore e senza regole. I locali che hanno un dehor sulla piazza usano delimitarne il perimetro con vasi malamente assortiti, spesso rotti, con un'accozzaglia di piante agonizzanti o defunte; in alcuni casi si è permessa la costruzione di precari giganteschi e inamovibili o il sequestro di decine di metri di suolo pubblico per creare corridoi preferenziali per l'accesso ai locali. Se questo vi pare ancora poco bisogna considerare che l'assieme caotico delle strutture intasa la piazza tutto l'anno, anche se l'utilizzo vero avviene solo nei mesi estivi; il resto del tempo la maggior parte dei dehor diviene un deposito di tavolini e sedie, carrelli di supermercato, motorini e altri oggetti dall'incerta catalogazione. La fontana al centro della piazza, recentemente restaurata, è ormai strangolata e celata alla vista di chiunque, con la vasca piena di fango, bottiglie rotte e rumenta assortita. La percezione di chi transita nella piazza è quella di percorre una sorta di mini Parigi Dakar, in cui gli ostacoli possono realmente impedirti di arrivare dall'altra parte; ormai tutti si accontentano di passare a lato, contendendo lo spazio alle auto in transito e ai motorini che ormai galoppano indisturbati in tutto il centro antico come coyote nella prateria. Si potrebbe pensare che i nuovi interventi servano a migliorare la piazza, ma basta vedere la nuova, originale pizzeria nata nella zona dell'autosilo per capire che non è così e che forse il nuovo che avanza non porterà nulla di buono. Per dare un'ultima pennellata a questo "acquarello di una piazza genovese" posso ricordare che la pulizia della piazza naturalmente è ostacolata, come in tutto il centro, dell'intasamento dei veicoli, dalla maleducazione pervicace di molti frequentatori serali e in generale delle manchevolezze che ormai conosciamo. Vorrei concludere con una sconvolgente rivelazione che mi riguarda direttamente: tutti mi hanno sempre considerato un inguaribile ottimista.
7 marzo 2003
L'ufficio stampa del Comune mi ha contattato per spiegarmi che le pietre di Giustiniani sono state tolte perchè la loro tipologia si confaceva meglio ad altre vie, quali via del Molo o via San Giorgio. La risposta non può soddisfare nessuno, la città antica è il prodotto irripetibile di secoli che hanno stratificato la storia, anche nelle pietre più umili. La città non è un Lego in cui tutti i mattoncini possono essere incastrati a capriccio del bambino che gioca !
4 Febbraio 2003
Questo è un grido di dolore e di rabbia!
In via Giustiniani stanno completando
uno dei più atroci delitti lapidei degli ultimi anni, infatti stanno
sostituendo le lastre di granito di grandi dimensioni che pavimentavano l'ultimo
tratto verso piazza S.Giorgio con le solite lastre. Se ben
ricordate le lastre originali erano differenti da tutte le altre della città,
erano di granito rosso e raggiungevano dimensioni notevoli, anche più di 1
metro di lunghezza. Sicuramente le tracce della
pavimentazione originale sono registrate in quel certosino lavoro di rilievo
svolto dagli studenti di architettura negli anni passati. Se possiamo fare
qualcosa in merito sarebbe importante, questi lavori sono condotti senza alcuna
coscienza e conoscenza! Si distrugge una importante testimonianza storica della
nostra città, come purtroppo sta avvenendo ed è avvenuto in altri casi. Allarmatevi
e sappiatemi dire se si può fare qualcosa, sono disposto anche a sdraiarmi
sulle ultime lastre. A.S.
20 Gennaio 2003
Finalmente si stanno avverando tutte le peggiori profezie tipo grande fratello, l'occhio che ci scruta e ci segue ovunque. Il centro antico come zona sperimentale, dozzine di telecamere sono già in funzione, ma con che scopi e con quali garanzie per i cittadini? Lo scopo dichiarato è combattere il crimine, ma - oltre al fatto, sempre ignorato, che il crimine è in diminuzione continua - davvero pensiamo che lo spacciatore o lo scippatore si mettano ad operare in vista delle telecamere? Perché dobbiamo vivere sapendo che siamo spiati in continuazione dalle telecamere, tracciati dal telepass e dal bancomat, localizzati dalle cellule telefoniche, incisi per sempre nelle memorie inalterabili dei computer delle banche, delle scuole, della polizia, del comune o della ASL? Questi argomenti non si esauriscono certo in poche righe, ma parliamone. Vogliamo almeno cercare di rendere trasparenti le reti di controllo, disegnando una mappa delle telecamere installate? Qualcuno sta già facendolo, andate a vedere su http://www.spialaspia.org/ e scrivete se avete proposte o informazioni. A.S.
Dicembre 2002
Prosegue
la tragicommedia di Piazza delle Erbe, non bastavano i decenni di disagi e di
inutile attesa, non bastava al costruzione di discutibili strutture
complementari, non bastava la costruzione di un palazzo in via S.Donato che
rende più buia la strada e le case, ora abbiamo anche la pizzeria di Vico
Biscotti, un attività di cui nessuno sentiva la mancanza, realizzata con arredi
di pessimo gusto in una costruzione di orribile qualità architettonica, una
vera offesa alla dignità del centro antico. A.S.
Nella foto piazza delle Erbe dopo la
ristrutturazione degli anglo-americani ma prima della costruzione del parcheggio (circa 1978, foto di A.Silingardi - altre fotografie in www.silingardi.it/adriano
)
Giugno 2002
Il Cinema Chiabrera va all'asta, presentiamo una nostra proposta:
IL CINEMA CHIABRERA, UN TASSELLO IMPORTANTE PER IL RISANAMENTO DEL CENTRO ANTICO
E’ apparso in questi giorni sui giornali l’avviso
della vendita giudiziaria del cinema Chiabrera, sito nell’omonima via del
centro antico. L’annuncio segna forse la fine di una sala cinematografica -
uno degli ultimi esemplari di cinema di quartiere - dopo molti anni di
decadenza, ridotto ormai a vivacchiare con una programmazione a luci rosse. Già
da molti anni (dai tempi in cui ero consigliere della circoscrizione Prè Molo
Maddalena) sono in corso contatti tesi a favorire la trasformazione del
Chiabrera, si sono interessati vari soggetti istituzionali e culturali, cineclub
ecc, ma ogni tentativo è fallito. Il dubbio che può nascere nelle menti
sospettose è quello che i fallimenti siano stati propedeutici al cambio di
destinazione, meglio quindi un supermercato che un cinema d’essai !
Adesso si volta pagina, il Chiabrera va all’asta. Io penso che la vendita
annunciata possa costituire una svolta decisiva per questo spazio; si profilano
almeno due possibilità, ovvero qualcuno lo acquista e ne fa l’ennesimo
supermercato o qualcun’altro lo acquista e ne fa un centro di cultura e
spettacolo capace di diventare un nuovo potente nucleo di risanamento di una
zona, quella di San Bernardo, che sconta ancora ritardi e carenze strutturali.
Chi è quel qualcuno che può intervenire acquistando e riqualificando il
Chiabrera per poi affidarlo in gestione a validi soggetti dell’associazionismo
culturale e sociale?
Chi può investire qualche centinaia di migliaia di euro per dare un impulso
determinante al pieno recupero di San Bernardo e dintorni?
La domanda è retorica, il soggetto è uno, il Comune di Genova. Questa
operazione può essere determinante per ridisegnare la mappa dei luoghi della
cultura (e dello spettacolo) recuperando dimensioni sociali e “di base”
(scusatemi il termine obsoleto…) oramai perdute tra spazi pubblici
privatizzati, privatizzabili o in via di privatizzazione.
La proposta è molto generica ma chiara nei suoi concetti fondamentali, la
trasformazione è fattibile, le forze in grado di gestire (anche in modo
economicamente compatibile) una struttura del genere esistono certamente nella
nostra città.
Questa non è una provocazione, è un invito a tutti a discuterne in fretta. Il
centro antico non ha bisogno di altri supermercati o megastore, ha bisogno di
qualificare i suoi spazi per offrire occasioni di cultura vive e coinvolgenti.
Il 2004 è vicino, forse qualche soldo sarà disponibile, utilizziamolo per
opere che rimangano alla città e la rendano ancora migliore.
A.S.
Abbiamo
sofferto, durante il G8, come cittadini genovesi e come abitanti del centro
antico; ci hanno ingabbiato, insultato e picchiato, ci hanno impedito di vivere
la nostra vita in quei giorni e hanno lasciato un segno profondo nelle nostre
coscienze per il futuro. Noi non dimentichiamo.
Se volete vedere qualche fotografia e qualche appunto di quei giorni, cliccate
qui.
A proposito di parcheggi, mancano sempre gli spazi o manca la volontà di farli ? Dopo la tragicommedia di Piazza delle Erbe qualcuno ha preso in considerazione il mare ? Qualche anno fa proponemmo l'utilizzo di un traghetto modificato alla bisogna, oggi possiamo proporvi una soluzione studiata dagli svedesi e in funzione a Gotheborg. Guardate le foto da me scattate e prontamente meditate.....

vista da
poppa
vista da prua (ingresso)